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Il mondo del disegno

Bulletti, cacciatori di follower e mansplainer: chi disturba i disegnatori in rete?

Dee Cooper and Wild via Unsplash

Chi disturba i disegnatori in rete?

Nelle ultime settimane un fenomeno in crescita come il cyberbullismo ha colpito la nostra attenzione.

Alcuni social maggiormente usati dai disegnatori – in erba e non – come Facebook e Instagram sono spesso terreno fertile per i giovanissimi (ma non solo) per esibire sentimenti insani di competizione che spesso possono approdare a fenomeni di vero e proprio cyberbullismo. Un comportamento lesivo quindi – mirato a mortificare chi muove i primi passi nel mondo del disegno – allo scopo di guadagnare così credito e competenza in questo ambito, e in ultimo (sempre) nuovi follower. Come sapete il cyberbullismo può manifestarsi con azioni ben più gravi: oggi vogliamo parlarvi di chi nel web si diverte a svalutare giovani creativi in fase di formazione.

L’obiettivo di chi compie queste sciocchezze è sempre aumentare visibilità e procacciarsi nuovi seguaci.

Inoltre molto spesso chi critica (male) un disegnatore lo fa perché conosce e ritiene valido un unico modo di disegnare. La realtà è che al di là della tecnica, non ne sa abbastanza da un punto di vista storiografico. Tenete sempre presente questa informazione.

I master del disegno non sono mai inopportuni, fateci caso.

Lo scambio autentico per essere tale è sempre un’azione umanamente pari. Qualcosa che somiglia molto a questo: “Wow hai una grande costanza, se hai ancora difficoltà su questa cosa possiamo studiare insieme!”

Ecco invece alcune delle frasi che ci hanno maggiormente colpito andando a spasso per i social:

“Potrei disegnarlo meglio io questo dito!”

“Sei solo una ragazzina bianca di medio livello che disegna continuamente la faccia di sua madre” (segnalato, bannato).

“Non l’hai disegnato tu questo, tu non sei capace”

“Cosa significa che hai 16 anni? Io ne ho 14 e sono più brava di te, l’età non conta. Disegni male perché non disegni abbastanza!”

Ma dove sono i pargoli di una volta? Precisiamo che noi stiamo analizzando solo il fenomeno social, ovviamente non abbiamo le competenze per approfondire le cause e le implicazioni in famiglia, che ovviamente ci sono. Ma come sapete questo aspetto dei social è ampiamente studiato da chi si occupa di cyberbullismo.

Vi sorprenderà sapere che il mestiere di “disturbatore social” non è un fenomeno di soli giovanissimi, anche se nel caso degli adulti le motivazioni sono un po’ diverse. Tra gli adulti infatti va per la maggiore la caccia al seguace, con modalità francamente bizzarre.

Avete mai visto un big rispondere ad un apprezzamento? Forse no… Mentre tutti sono suscettibili alle critiche…

Di recente avrete notato su alcuni post la comparsa di una reazione atipica e in alcuni contesti piuttosto inappropriata: la “risata”, reazione che Facebook chiama “ahah”. Capita spesso anche sotto a post molto seri, in cui ad esempio una persona competente in un ambito offre spunti ai propri followers. In quel contesto suona molto come “presa in giro”, un tentativo sciocchino di ridurre la competenza di chi parla. Ma il sorriso abbonda sulla bocca degli…

… Strani personaggi a caccia di visite alla propria pagina! Infatti una pagina molto seguita o un personaggio stimato non ha proprio nulla da temere con questi troll. Basta capire questo: cosa è meglio di una reazione inappropriata per smuovere la curiosità degli utenti e visitare la pagina del trollino? A volte il disturbatore di turno lascia un commento improprio o riduttivo, ma in quel caso si tratta di un troll in erba, un utente esperto non ci casca e non risponde.

Un categoria del tutto a sé di disturbatore è quella del mansplainer versione social, spesso stizzito dalle capacità – professionali o imprenditoriali – di una donna così competente nella sua materia da attirare come un magnete sulla sua bacheca centinaia di utenti interessati al tema della sua pagina. Il mansplainer è colui che ritiene di sapere qualcosa in più su tutto ed è intimamente convinto che il mondo attenda trepidante la sua osservazione, spesso non competente peraltro, poiché è la boria che lo fa parlare e mai la conoscenza. Così se siete donne, ecco comparire sulla vostra bacheca un’osservazione supponente da parte di qualcuno che tenta di insegnarvi qualcosa del vostro mestiere. Non rispondete, senza pubblico non c’è protagonista. Gli resterà lo specchio in casa per credersi bello.

Cosa fare in generale? Prima regola:

DON’T FEED THE TROLL.

Comportatevi da utenti esperti… Non alimentate il “fenomeno”. Non andate sui profili in questione, non rispondete, non giustificatevi se qualcuno vi ha preso di mira. Se vi sferrano un “ahah” sotto al post in cui mostrate un disegno che avete fatto, un brano che state imparando a suonare, o in cui raccontate la dolorosa scomparsa del vostro gattino non andate a vedere il profilo di questa persona. Se queste persone sono sul vostro profilo è perché pensano di guadagnare qualcosa attraverso voi e i vostri follower, quindi il potere è vostro, non passatelo a loro. Non cancellate i loro commenti, così si qualificano per quello che sono e voi avrete comunque guadagnato una reazione in più al vostro post.

SEGNALATE IL CYBERBULLISMO!

Lo abbiamo sperimentato in prima persona. Si è fatto molto per rendere Internet un posto “vivibile” per quanto virtuale, e i commenti segnalati vengono bannati all’istante. Fatelo, sia che riguardi voi o qualcuno che seguite – perchè è un gesto che vi rende partecipi e attivi. Nei casi più gravi il troll può vedere il suo account bloccato, così forse gli passerà la voglia di giocherellare.

PENSI CHE QUALCUNO SIA VITTIMA DI CYBERBULLISMO SOCIAL?

Parla con questa persona e mostra tutte le cose che si possono fare oggi per contrastare il fenomeno, magari insieme. Fai una segnalazione, e falla fare ai tuoi amici. Assicurati che la vittima non sia intimamente convinto/a di meritare quei comportamenti e difendi insieme a lui/lei la sua permanenza serena sui social.

Difendiamo tutti il diritto di ciascuno di imparare qualcosa, di condividere serenamente le proprie conquiste, di aumentare la propria cerchia di appassionati con in quali passare il tempo, virtualmente e non. Tutto il resto – penso si possa dire – è ciarpame egocentrico che non aggiunge granché alle passioni che si esprimono e condividono anche grazie al mondo social.