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Intorno al disegno

Dalle kleksografie alle moto: quando il disegno è un gioco serio

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24H Drawing Lab e Adrenalina Pura firmano le grafiche della YCF di Marco Espa

Dalle kleksografie alle moto: quando il disegno è un gioco serio. Ci sono molti modi per esprimersi con passione e creatività. Noi abbiamo sempre promosso il disegno come strumento di conoscenza della realtà e di noi stessi. Anche lo sport porta a conoscerci meglio e comunicare con gli altri. Ci fa superare i limiti nel rispetto altrui con consapevolezza e impegno sempre maggiori.

Per questo siamo felici di mostrarvi l’ultima (decisamente insolita) esperienza che ha coinvolto il vostro corso di disegno preferito. 24H Drawing Lab e Adrenalina Pura firmano la nuova veste grafica della YCF di Marco Espa. Una moto splendida, fiammante e pronta a scendere in pista per disegnare virtuosamente nuove e splendide curve. Marco ha brillato nella scorsa stagione del Campionato CNV 2018 Selettiva Centro, posizionandosi al secondo posto in classifica assoluta nella Categoria Pit Bike 160 Sport. Per un fuoriclasse come Marco, serve un design fuoriclasse.

Kerner Klecksographie
Una kleksografia di Justinus Kerner

L’idea.

Il disegno è liberamente ispirato alle kleksografie di Justinus Kerner. Fu il primo a piegare fogli di carta che contenevano immagini inchiostrate per essere usate come mezzo di espressione creativa. Kerner era solito aggiungere le sue immagini kleksografiche alle poesie che scriveva, mettendo in relazione diretta immagini e parole. L’automatismo, la marginale assenza di controllo sul risultato e la fantasia suggerita dalle astrazioni di quelle immagini, sollecitavano la creatività. Al punto da arrivare a stabilire una connessione tra ciò che si vedeva e ciò che ci corrispondeva in senso più intimo. Tanto è vero, che dalle kleksografie alle celebri macchie di Rorschach per l’indagine della personalità, il passo è davvero breve. Ciò dimostra ampiamente quanto l’intuizione di Kerner sia un’esperienza ludica molto più profonda di quanto non si possa immaginare. Come il motociclismo.

Nuove grafiche sulla pitbike
La nuova livrea della moto di Espa

Il motociclismo è un gioco serio. Sottopone il pilota ad una costante valutazione e analisi delle proprie capacità. Senza sottovalutarsi né sovrastimare le proprie risorse, accogliendo limiti e capacità: si cerca continuamente di migliorare i tempi in sicurezza. La padronanza sul risultato che lotta con la marginale assenza di controllo per fattori sempre diversi e variabili. Dalla meccanica al meteo, dall’errore in pista al guasto tecnico. Il motociclismo è uno sport che patteggia tra previsione ed eventualità. E’ uno strumento d’indagine per scoprire parti di noi nel terreno meraviglioso e momentaneo del gioco. Elemento primario, necessario e fuori da ogni giudizio, così ben descritto da Johan Huizinga nel suo Homo Ludens.

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Castorina durante il setup della YCF di Espa

La linea grafica, la moto.

Sono state necessarie settimane di lavoro al computer e la pazienza certosina di Matteo Castorina, già meccatronico e meccanico in pista della YCF di Espa nel Campionato 2018, per ridisegnare in scala le dime sulle quali adagiare le nuove grafiche. Castorina è un meccanico di grande esperienza, ma per la prima volta si è sperimentato alla realizzazione grafica della nuova livrea della moto. Abbiamo curato l’art direction di pari passo alla realizzazione grafica: è stata la suddivisione della moto in due parti speculari a farci pensare alle kleksografie, ma per funzionare, doveva avere senso.

Per noi è stato entusiasmante lavorare in un team che sulle prime sembra molto lontano dal nostro ambito. Il passaggio tra idea e realizzazione è davvero tangibile e non nascondiamo che molto è stato imparato insieme in corso d’opera. Gli interventi sulla moto di manutenzione e setup hanno riportato in pista grandi aspettative per il 2020 e sebbene Castorina non possa più seguire Espa nelle prestazioni agonistiche (è attualmente verificatore tecnico del Campionato CNV Moto ASI) resta il nuovo vestito che ha disegnato con noi, a sancire il rapporto di profonda amicizia tra i due.

Il disegno, il pilota.

La nostra era ha portato buone cose, prima fra tutte la consapevolezza – finalmente – di un sapere che non si divide in compartimenti né categorie, anzi: ogni disciplina, arte, ambito scientifico e accademico scivola continuamente l’uno nell’altro tendendosi la mano: va da sé che disegno e guida siano legati dall’incremento di un senso fondamentale a entrambi, quello della vista, che conduce a una cosa ben più complessa e necessaria alla conoscenza: l’osservazione.

Il nostro occhio ecologico viene allenato attraverso il disegno: si dice spesso che chi sa disegnare sappia afferrare gli oggetti al volo, questo perché il suo occhio riesce a fare una rapida scansione delle distanze, da poter valutare tanto correttamente quanto rapidamente l’ambiente in cui si trova. E’ il nostro occhio ecologico che ci fa muovere nell’ambiente con agilità coordinando i nostri movimenti ed è sempre lui, valido ed efficiente compagno di squadra, che consente al pilota di inserirsi sull’avversario, per superarlo in totale sicurezza.

Ci è sempre stato detto quanto pilota e moto siano la stessa cosa quando sono in pista. Per questo abbiamo pensato a un design speculare come la struttura stessa della moto, che ne rispetti le simmetrie e la linea elegante. La attraversa con un filo rosso continuo: come un sistema cardiocircolatorio irrora e nutre moto e pilota di entusiasmo, vitalità e adrenalina pura.

A Marco e alla sua moto auguriamo grandi curve da disegnare in pista. E di non perdere mai quell’entusiasmo tipico del bambino quando gioca, nel gioco serio delle corse.

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