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Il mondo del disegno

Si può disegnare senza stress?

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M.C. Escher, Drawing hands

Si può disegnare senza stress? Per alcuni sembra una condizione esistenziale irraggiungibile, invece si: si può disegnare senza stress.

Come?

Una volta sistemata la scrivania e il vostro tavolo da lavoro, che avete temperato le matite e le avete allineate accanto a voi, chiedetevi:

“E’ forse questo l’unico disegno che realizzerò nella mia vita? E’ davvero l’unico disegno esistente sulla faccia della terra, e il mondo intero ha riposto nella sua buona riuscita tutto il suo futuro?”

Una volta risposto a queste domande, forse vi rilasserete un po’.

Non è forse il primo e non sarà certamente l’ultimo dei disegni che farete nella vostra vita. Non c’è ragione di caricarlo di così tanta responsabilità (poveretto!).

Comunque vada, sarà un successo.

La prima cosa da fare per eliminare un po’ di stress è distogliersi dalla riuscita e maturare un sano distacco dal risultato. Vi è mai capitato nella vita di accanirvi così tanto per cose che non andavano mai come volevate? O di raggiungere grossi risultati per situazioni che hanno richiesto pochissimo impegno da parte vostra? Nel disegno funziona in modo molto simile. Se mettiamo un grande carico emotivo nella buona riuscita, rischiamo di incastrarci in risultati deludenti e soprattutto, non ci godiamo il viaggio.

Se non va come dico, non significa che è andata male.

Una logica conseguenza dal distacco del risultato, sarà una certa flessibilità nel considerare ciò che è venuto bene, oppure male. Molte volte al corso di disegno, mi rendo conto che mi trovo a dover dire:”Guarda che così va bene, puoi chiuderlo questo disegno”, e come risposta ricevo:”No, no: devo migliorarlo.”. Quello di cui mi sono resa conto, è che alcuni sviluppano un’idea troppo precisa di come dovrebbero andare le cose, e così anche di come dovrebbe uscire un disegno. Se qualcosa non va come diciamo noi, non significa che è andata storta! Quindi occhio alle rigidità.

Nella mia storia personale di artista, confesso di aver patito molto l’ansia del risultato, senza considerare che era poco più che un falso problema. Questa ansia mi incatenava a fare le cose “fatte bene” (secondo chi?), sottoponendomi a un giudizio che era solo mio e che era tutt’altro che magnanimo. Un conto è capirlo, che è un falso problema, un conto è sentirlo. Con questo non voglio assolutamente dire che non bisogna puntare al miglioramento e impegnarsi per ottenere dei risultati, ma c’è un confine da riconoscere tra una sana autocritica, e una controproducente ipercritica.

Il mio consiglio è di disegnare consapevoli che non sarà né il primo, né l’ultimo dei disegni che farete e che la perfezione è di per sé una deriva, non una mèta auspicabile: abbiamo una gomma per cancellare gli errori, ma ricordiamoci che il disegno perfetto non esiste: possiamo solo imparare a “sbagliare meglio”, di volta in volta.

Buoni errori.

Di 24H Drawing Lab

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